martedì 30 settembre 2008

L'editoriale



Cari ragazzi/ ragazze e genitori

Nel mese di novembre 2007 vi abbiamo comunicato che quest’anno tutti noi, educatrici/ educatori delle case salesiane abbiamo ricevuto un impegno: “Educhiamo con il cuore di Don Bosco per lo sviluppo integrale della vita dei giovani….promuovendo i loro diritti”. È un impegno molto grande e molto bello… e, lo sanno bene anche i vostri genitori, talvolta piuttosto difficile.
In occasione della Festa di Don Bosco, il 31 gennaio, il Rettor Maggiore Don Pascual Chavez, 8° successore di Don Bosco, ha indirizzato una lettera ai giovani che frequentano le case salesiane di tutto il mondo e si è così espresso: “Cari giovani, voi avete ricevuto grandi doni nella vostra vita. Una famiglia, nelle quale siete cresciuti, godendo dell’affetto e dell’aiuto dei vostri genitori. Vi siete sentiti protetti, accompagnati, amati. Oggi avete degli amici… avete anche il privilegio di conoscere Don Bosco e la ricchezza della Sua proposta di vita cristiana. Tutti questi doni di Dio sono un tesoro che vi è stato affidato”.
Don Chavez fa poi un’analisi molto realistica delle difficoltà e dei problemi della realtà sociale di oggi e si rivolge ai giovani dicendo: “Vi spetta un compito difficile ed entusiasmante: non solo di resistere per essere autentici, ma anche quello di aiutare i vostri amici ad amare e gustare la vita, a riempire le giornate attraverso l’impegno e la volontà di aiutare gli altri”.
Cari ragazze/ ragazzi, quanto vi viene proposto non è sicuramente un'impresa facile, ma vale la pena di essere affrontata. E' un'esperienza di vita che vi permetterà di sentirvi davvero bene con voi stessi e con le persone che contano per voi.
Noi, formatori ed educatori, insieme ai vostri genitori, portiamo in cuore quello che Don Bosco desiderava
per i suoi ragazzi e che esprimeva così:
“Vi voglio felici in questa vita e nell’eternità”. Perciò non siete soli… Noi siamo qui per darvi un aiuto, vogliamo guardare, con la vostra collaborazione, verso un futuro felice per voi e per tutti.
Cosa ne pensate?
Attendiamo pertanto risposte, proposte, consigli soprattutto da voi, ma anche dai vostri genitori ed educatori.

I vostri formatori

Attualità


Siamo andati a “Le Gru”

Con la classe il giorno 10 dicembre 2007 siamo andati al centro commerciale Le Grù accompagnati dai formatori Claudia Nicola, Chiara Pugnetti, Franca Lepori, Mariella Ferrucci e Christian Toro.
L’obiettivo dell’attività era di osservare il personale addetto alle vendite per analizzare come si comportava cioè come gestiva la vendita ed in particolare il comportamento verbale e non verbale ovvero la comunicazione nelle vendite.
Quando siamo arrivati alle Grù ci siamo divisi: ognuno doveva osservare tre negozi (uno assegnato dall’insegnante in classe e due scelti da noi).
Ognuno doveva compilare tre griglie di osservazione già preparate in classe.
A me è stata assegnata l’osservazione del negozio Fnac, mentre io ho scelto il negozio Sephora e Foot Locker.
Il negozio Fnac vende libri, cd musicali, film in dvd, telefonia, elettrodomestici e ha un servizio bar; rivolto ad un target di età compreso tra i 2 anni e i 70 anni.
Il commesso aveva un’età presunta tra i 20 e 30 anni, era vestito con un gilet verde e giallo, maglietta bianca, pantalone nero e scarpe nere.
L’espressione del volto era seria e impegnata, la postura era di chiusura e il volto serio, il dialogo con il cliente non era presente.
Al suo posto io mi sarei comportata un po’ diversamente: come ho imparato in classe durante le ore di tecniche di vendita, gestione del rapporto con il cliente è fondamentale dal punto di vista della comunicazione poiché un buon dialogo, cordiale, corretto e la disponibilità possono essere determinanti per far andare a buon fine un acquisto.
Il negozio Sephora vende profumi, trucchi – cosmetica selettiva, per un target di età dai 15 ai 70 anni.
La commessa aveva un’età presunta tra i 20 e i 40 anni, era vestita con una maglia nera a manica lunga con sopra una maglietta fucsia, pantalone nero e scarpe nere.
Era truccata con un eye liner viola con i brillantini, ombretto rosa e cipria.
La postura era dinamica, aveva un profumo in mano e lo presentava a una cliente e l’espressione del volto era sciolta e sorridente.
Il dialogo con i clienti era gentile e cordiale; questa commessa mi ha fatto una buona impressione perché era gentile e disponibile con tutti i suoi clienti ed era anche simpatica.
Il negozio Foot Locker vende scarpe e articoli sportivi, per un target di età dai 10 anni ai 50 anni.
Il commesso aveva un’età presunta tra i 20 e i 30 anni, era vestito con una maglietta a righe bianca e nera con un pantalone nero.
La postura era dinamica, aveva un modello di scarpa in mano e la presentava a un cliente e l’espressione del volto era sorridente.
Nel dialogo con i clienti era disponibile e gentile; questo commesso aveva una grande voglia di vendere; non stava sulle sue ed era molto aperto ai suoi clienti.
Abbiamo scoperto che si comunica non solo a parole ma anche con i gesti, lo sguardo, l’abbigliamento, la postura cioè con quegli elementi che fanno parte della comunicazione non verbale.
E’ importante comunicare disponibilità verso il cliente avendo una postura aperta e uno sguardo diretto, se accolgo un cliente con le braccia conserte o non guardandolo negli occhi il cliente si può innervosire, può cambiare negozio e può parlar male di quel negozio col conseguente rischio di far perdere clienti al mio titolare.
La comunicazione è uno strumento essenziale nelle vendite perché permette lo scambio,e di entrare in relazione con il cliente.
La comunicazione non verbale è un tipo di comunicazione molto potente,cioè influisce molto sulla relazione, e può determinare il buon esito della vendita.

Miriana

Attualità



L'ESPERIENZA DI STAGE
I ragazzi di 3° fanno un bilancio del periodo trascorso in stage

Il 5 novembre ha inizio lo stage in azienda. Io sono stata assegnata ad un negozio di abbigliamento del marchio “United Colors of Benetton”.
La mattina del 5 ero agitatissima; mi chiedevo se fossi stata in grado di portare avanti il compito che mi era stato assegnato.
Arrivata in negozio, tutte le mie perplessità sono sparite, lasciando il posto ad una grande euforia.
Ad accogliermi c’erano Sara, responsabile del punto vendita, e Rita, un’amica di Sara, presente nel punto vendita in veste di commessa.
Concluse le presentazioni, Sara mi ha fatto visitare il negozio, pur essendo di piccole dimensioni, e subito dopo mi ha mostrato il magazzino che è dislocato su due piani.
Dopo aver visitato il punto vendita, Sara mi ha spiegato alcune particolarità che caratterizzano la catena di cui fa parte il negozio Benetton e le principali mansioni che avrei dovuto svolgere. La mia giornata iniziava alle ore 10.00, dopo aver fatto colazione con Sara e Rita, aprivamo il negozio; una volta aperto si effettuava la pulizia che riguardava i camerini, le vetrine e il marciapiede antistante il negozio.
Dopo aver pulito mi dedicavo al riordino degli indumenti sui vari scaffali; alle 13.30 la mattinata si concludeva, ed io il più delle volte pranzavo con Sara; alle 15.30 riaprivamo il punto vendita e
nel pomeriggio la giornata diventava molto più movimentata, ed era proprio nel pomeriggio che
io “entravo in azione”: servivo due, tre clienti alla volta cercando di offrire alle persone gentilezza, cortesia e per quello che mi era possibile, velocità.
Dopo una settimana ho potuto constatare di aver imparato molte cose.
Da un punto di vista tecnico ho imparato a riconoscere i dei tessuti, a sistemare i capi per colore, taglia e modello; i modi e i momenti più adatti per effettuare la pulizia del punto vendita; le tecniche per proporre un abbinamento di capi alla clientela.
Lavorando in un negozio di abbigliamento, dove si sta sempre a contatto con la gente, sono riuscita a distinguere tre categorie di clientela:

- Cliente indeciso: colui/lei che entra nel punto vendita per curiosità ma non sa precisamente che cosa vuole acquistare, di conseguenza bisogna seguirlo passo passo, consigliarlo, incoraggiarlo, mostrandogli e proponendogli una vasta scelta. bisogna quasi “coccolarlo”;

- Cliente deciso:colui/lei che entra nel punto vendita con le idee ben chiare sul prodotto da acquistare; in questo caso bisogna cercare di soddisfare i gusti del cliente anche proponendogli nuovi capi che magari, non aveva notato;

- Cliente scostante: colui/lei che non ama essere seguito o consigliato, vuole essere libero di aggirarsi per il negozio senza l’aiuto della commessa; in questo caso dobbiamo lasciare spazio al cliente permettendogli di visionare il negozio senza stargli con il fiato sul collo.

Di norma è buona educazione salutare ogni cliente che entra nel punto vendita anche se questi non lo fa, solitamente con il “buongiorno”, ma anche con il “ciao” se si trattava di clienti abitudinari, con i quali si ha un rapporto confidenziale.
Ogni qual volta il cliente si accinge ad uscire è buona educazione salutare e ringraziare.
All’interno del negozio non bisogna mai lasciare niente al caso; non bisogna mai perdere di vista i camerini, l’entrata e la cassa nel caso in cui ci fosse un grande afflusso di gente.
Il punto vendita deve essere curato così da poter apparire pulito e ordinato. Il personale deve essere sempre pronto ad ogni eventualità, deve essere in grado di gestire situazioni difficili, non deve perdere la calma con clienti scortesi o scostanti, che pretendono di sapere tutto, deve saper gestire clienti stranieri con i quali si fa difficoltà a comprendersi, quelli che pretendono attenzioni particolari, e all’evenienza attuare strategie come la pazienza, la calma, che è la virtù dei forti, l’autocontrollo, mostrare entusiasmo anche quando la situazione e difficile, lasciare tempo alla clientela per scegliere i loro acquisti, ma soprattutto è importante non abbattersi se non si riesca a portare a termine una vendita.
Facendo un bilancio riguardo a questi due anni di stage posso dire che il tirocinio di quest’anno è stato molto diverso da quello dell’anno scorso; quest’anno ho “lavorato” in un ambiente tranquillo e sereno in cui già dal primo giorno mi sono trovata a mio agio, mentre l’anno passato lavoravo con ansia, perché ogni mia azione era condizionata dalle aspettative che la titolare nutriva nei miei confronti.
Quest’anno ho provato su me stessa che cosa significa stare sempre a contatto con il pubblico, di qualunque età esso sia, gestire le circostanze difficili situazioni dalle quali, di primo acchito, non sapresti come uscirne, ma con un po’ di esperienza e, molte volte con un po’ di astuzia, si riesce a portare la vendita a buon fine.
Non mi rimane che augurare a tutti coloro che intraprendono la strada dei corsi professionalizzanti, esperienze simili a quella appena vissuta da me.

Rosanna

Attualità


Uno spettacolo del madre mazzarello
MUSICAL SULLA VITA DI S. FRANCESCO

Gli allievi sul palco

Ogni anno, in occasione della festa di Don Bosco nella scuola Madre Maria Mazzarello viene organizzato un musical.
Il 29 gennaio i ragazzi del CFP Auxilium di Torino si sono recati presso la scuola Madre Maria Mazzarello per assistere ad un musical riguardante la vita di San Francesco: “POVERO E FELICE PERCHE’ RICCO DI DIO”, interpretato dagli allievi della scuola.
Giunti al teatro i ragazzi si sono accomodati in attesa che lo spettacolo incominciasse. Lo spettacolo è incominciato con la visione di alcune scene di un film riguardante la vita di San Francesco. Le scene del film si alternavano con balletti e recitazioni. Il film parlava di un uomo ricco. Quest’uomo non essendo contento di essere ricco, decide di gettare dalla finestra tutte le sue ricchezze donandole al suo popolo che era povero, in più non essendo ancora soddisfatto decide di spegliarsi davanti alla gente e di cedere i suoi vestiti ad un mendicante.
Soddisfatto delle sue azioni prende la decisione di farsi frate.
La prima parte del musical parlava di San Francesco e del suo popolo. Tra questa gente regnava la felicità prima dell’arrivo del diavolo. Il diavolo ha tentato di mettersi in guerra con il popolo, ma con l’aiuto di San Francesco e l’unione della gente riusciranno a sconfiggere la cattiveria del diavolo e farlo diventare bravo.
La seconda parte era più una storia metaforica, perché parlava di un lupo e di metaforiche pecorelle che simboleggiavano il popolo. Parla di un lupo che voleva intaccare questa gente. Il lupo aveva intenzione di mangiarle, ma San Francesco con la sua bontà gli fece cambiare idea e lo fece diventare buono.
Lo spettacolo si è concluso con la presentazione di tutti gli attori sul palco.
Questo musical è piaciuto molto ai ragazzi perché hanno trovato interessante guardare San Francesco alle prese con il diavolo ed il lupo.
Il pubblico ha molto gradito la rappresentazione e ogni attore è stato applaudito ad ogni intervento sulla scena.
Gli attori si sono immedesimati perfettamente nel personaggio.

L'approfondimento


Tragedia a Torino

6 dicembre 2007, questo è il giorno in cui è successo la tragedia alla Thyssenkrupp di Torino.
Sette operai si trasformarono in vere e proprie torce umane. Gli incendi sono stati principalmente due: il primo scaturito dalla perdita di un tubo, il secondo dallo scoppio dovuto alla rottura di un flessibile che ha preso fuoco.
Secondo noi è successo tutto per via della stanchezza degli operai che facevano orari extra. I sistemi di sicurezza erano a dir poco danneggiati e inagibili.
Quello che è successo alla Thyssenkrupp ci rimanda alla mostra organizzata dall’INAIL che abbiamo visto il 13 dicembre al gruppo ABELE, la quale parlava dei diversi problemi legati alla sicurezza sul lavoro; la mostra poneva l’attenzione non solo sui diritti riguardanti le condizioni fisiche dei lavoratori ma anche su quelli più generali tra i quali la discriminazione (che è il trattamento non paritario nei confronti di un individuo), il mobbing (insieme di comportamenti violenti da parte dei superiori o colleghi),le morti bianche (morti sul lavoro)e il precariato (condizione di quelle persone che vivono, involontariamente, in una situazione lavorativa di insicurezza rispetto la mancanza di continuità nella partecipazione al
mercato del lavoro e la mancanza di un reddito ).
Pensiamo che i diritti sul posto di lavoro siano violati in molti casi e che bisognerebbe tutelare di più i lavoratori.Alcuni ragazzi dell’OSI2

Cultura e società


L’utilita’ della radio

La radio è un punto di informazione per tutti. E’ molto importante per le persone che stanno tanto in viaggio e per tenerle informate delle cose che succedono.
Gli allievi della classe OTA , Operatore dell’alimentazione, il 6 febbraio 2008 hanno fatto un’uscita alla radio Centro 95 per capire meglio come funziona la pubblicità.
Tanta gente si chiederà come fa ad andare avanti, come fanno a guadagnare, come fanno a sapere quanti ascoltatori hanno, quanti tipi di radio ci sono…
A questi dubbi che la gente ha, ci sono anche delle risposte…
La radio va avanti grazie alla pubblicità e agli ascoltatori che ha. L’elemento più importante per la radio è la pubblicità!
La pubblicità è uno strumento che fa guadagnare molto la radio. Ha diversi costi, che dipendono dal tempo, da quante volte si decide di metterla in onda durante il giorno, ecc.
Grazie all’auditel la radio scopre quanti ascoltatori ha e quanti ne ha avuti nei mesi precedenti.
Ci sono 2 tipi di radio: nazionale, come radio DJ, cioè un’emittente ascoltata su tutto il territorio italiano, e locale, come radio Centro 95 che si può ascoltare in Piemonte. La pubblicità dipende anche dal tipo di radio che la diffonde. Se è locale può mandare in onda spot che parlano di negozi del Piemonte, che non hanno un’importanza a livello nazionale. Un tipo di pubblicità per la radio nazionale è quella della Parmalat che è un’industria alimentare diffusa su tutto il territorio italiano.
L’ascoltatore della radio, durante la trasmissione dei messaggi pubblicitari, spesso cambia emittente perché non gradisce ascoltare questi messaggi.
L’uscita è stata molto interessante perché i ragazzi della classe OTA hanno scoperto tanti aspetti nuovi e interessanti relativi alla radio che non conoscevano e sono rimasti molto contenti.


I ragazzi dell’Ota

Auguri



“Se nonostante tutto sono un ottimista è perché Cristo è risorto!”

Don Franco Delpiano,
salesiano profondamente impegnato nell’Operazione Matogrosso



Da parte di Suor Agostina e di tutti i formatori del CFP l’augurio di saper guardare con ottimismo alla vita

Cultura e società



Le regole del CIOFS

Durante le ore di lingua inglese e francese ci siamo cimentati nella realizzazione di un fumetto pubblicitario riguardante alcuni aspetti della nostra scuola. Tra i tanti lavori è stato scelto il seguente:
Io vado al CIOFS ed ho scelto il Corso OPERATORE SERVIZI ALL’IMPRESA. Qui noi dobbiamo rispettare delle regole!
Ad esempio…
Devi vestirti decentemente! … Non puoi usare l’ascensore
Ma ... se ne ho bisogno, posso usare l’ascensore?
Sì certo! Poi in questa scuola imparerai tante cose… I professori sono così gentili…
Sai, mi hai convinta! Questa è proprio una bellissima scuola ed il corso è molto interessante. Domani andrò subito ad iscrivermi!


FRANCAIS


Je vais au CIOFS, j’ai choisi “Operatore servizi all’Impresa Servizi Commerciali”.
Ici nous devons respecter des règles!
Par exemple…
Tu dois t’habiller décemment…
Tu ne peux pas utiliser l’ascenseur…
Mais … si tu en as besoin tu peux l’utiliser ?
Bien sûr! Puis dans cette école tu peux apprendre beaucoup de choses et les professeurs sont gentils!
C’est une belle école et le cours est beaucoup intéressant.
Demain j’irai tout de suite à m’inscrire!


ENGLISH

I go to CIOFS and I chose “Operatore servizi all’Impresa Servizi Commerciali”. Here we must respect the rules!
Give me an example…
Yuo must properly dress … Yuo can’t use the lift
But if you need it you can use the elevator?
Of course in this school you can learn many things… and the teachers are kind…
You persuaded me!
This school is very beautiful and the course is interesting.
Tomorrow I’ll go immediately!